Fine del romano impero d’occidente.

Nel 382 d. C., teodosio fece un accordo con il capo barbaro dei Goti, Fritigerno, riuscendo ad arginare la pressione delle popolazioni germaniche. Più tardi, però, ci fu uno spostamento degli Unni, popolazione che viveva al di sopra del Mar Nero, più verso l’Asia, nella regione che veniva chiamata mongolia, che portò a sua volta uno spostamento di altre popolazioni barbariche (Alani, Vandali, Svevi e Burgundi) verso la Gallia.

I Vandali, successivamente si spostarono verso la Spagna per poi attraversare lo stretto di Gibilterra e stanziarsi a Cartagine. Nel 455, i Vandali saccheggiarono Roma ma non furono la prima popolazione barbarica che la attaccò: nel 410 Roma fu saccheggiata dai Visigoti.

I Visigoti nel 378 (torniamo indietro nel tempo) attaccarono Costantinopoli per poi spostarsi verso l’Italia e saccheggiare, come ho già detto, Roma nel 410 d. C. Successivamente si spostarono verso il sud d’Italia per poi stanziarsi nel 417 presso l’attuale Bordeaux, in Francia.

Questo successe perché ormai l’impero d’occidente si era indebolito troppo da non poter più contrastare le popolazioni nemiche. Ma queste non furono solo semplici incursioni ma vere e proprie migrazioni di popolazioni che portarono ad un collasso dell’impero d’occidente e cambiando di netto la situazione rispetto al passato.

Prima di morire, Teodosio nel 395 divise l’impero tra i due suoi figli ma poiché i figli erano troppo giovani per governare l’impero, furono affidati al generale vandalo Stilicione. Egli era il primo soldato di origine barbarica che raggiungeva il massimo grado di comando (aveva sposato la figlia adottiva e la nipote di Teodosio). Egli approvò l’aumento di soldati barbari nell’esercito stringendo accordi con i capi barbari, in particolare con il re dei Visigoti, Alarico.

L’imperatore Arcadio, il più grande dei due fratelli, rifiutava la tutela di Stilicione. Inoltre c’era una forte intesa tra i due imperatori sull’attribuzione dell’area dei Balcani dove sorse una forte conflittualità, situazione della quale Alarico cercò di approfittare occupando la Macedonia e la Tracia. Arcadio cercò di sfruttare il visigoto e lo spinse in occidente contro le truppe di Onorio, il fratello più piccolo.

Nel 405, i Visigoti giunsero in Italia e qui furono sconfitti a Pollenzo (vicino al fiume Tanaro) e a Verona; presso Fiesole (vicino Firenze) Stilicione, nello stesso anno, sconfisse il capo ostrogoto Radagaiso. Dopo queste minacce, Stilicione dovette trasferire la capitale da Milano a Ravenna, poiché era un luogo munito di solide difese.

Come ho accennato prima, alcune popolazioni barbariche entrarono in Gallia: i Vandali, gli Alani, gli Svevi e i Borgunti attraversarono il Reno grazie ad una ghiacciata avvenuta nel dicembre del 406. Dopo questi attacchi, Stilicione trattò con Alarico che chiedeva un ingente somma di denaro per non insediarsi nell’Illirico. Nell’imperatore suscitò il sospetto di tradimento quindi fece uccidere nel 408 Stilicione. A questo punto, le truppe di Stilicione si unirono con i barbari e Alarico riprese l’attacco e nel 410 attaccò Roma. La maggior parte della popolazione di Roma abbandonò la città: molti edifici dell’età imperiale andarono in rovina ma il capo visigota cercò di non rovinare i luoghi santi della città.

Alla fine del 410, Alarico si diresse verso sud portandosi con sé la sorella di Onorio, Gallia Placidia, ma morì a Cosenza e il suo successore Ataulfo guidò le truppe verso la Gallia e stipulò un accordo con Ravenna fondando un regno nella valle di Garonna e stringendo un trattato di alleanza con l’impero.

Il re visigoto, però, non riconsegnò la sorella dell’imperatore d’occidente alla corte di Ravenna ma la fece sua sposa. È per questo che rincominciarono le ostilità tra i due popoli. Ataulfo, però, morì nel 415 a Barcellona e quindi Gallia Placidia poté ritornare a Roma. Egli sposò il nuovo comandante romano, Flavio Costanzo che nel 421 fu nominato Augusto. Nel 425 divenne imperatore il figlio di Flavio, Valentiniano III, ma in realtà era la madre che regnava poiché Valentiniano era ancora piccolo. 

Galla Placidia affidò al generale Flavio Ezio il compito di ristabilire l’ordine in Europa: i Visigoti cercavano di allargare i propri territori fino a conquistare Narbona. Ezio attaccò i barbari sul Reno e stoppò l’avanzata dei Burgundi. Egli sconfisse anche i Visigoti e più avanti batté anche i Franchi, che avevano saccheggiato la regione vicino al Reno.

I Vandali, dopo essere entrati in Gallia nel 406, proseguirono verso la Spagna, nella regione chiamata Andalusa. Nel 429 scesero in Africa e conquistarono tutta la costa. Inutilmente truppe imperiali si opposero l’avanzata ma alla fine il governo si arrese e stipulò un trattato con questo popolo. Essi però appresero le tecniche di navigazione riuscendo a occupare alcune isole del mediterraneo. Nel 455 entrarono a Roma.

In oriente, invece, dopo la morte di Arcadio, salì al trono Teodosio II. Egli era molto piccolo e quindi fu guidato dalla madre e dalla sorella del padre a governare. Nello stesso periodo, fra gli Unni, emerse un capo molto potente, di nome Attila che riuscì a formare un impero. Egli, riuscendo a formare un grosso esercito, riuscì nel 447 a minacciare Costantinopoli. L’imperatore ottenne la pace in cambio del pagamento di un tributo. Però con la morte di Teodosio, Marciano, il successore, cessò di pagare il tributo e Attila penetrò in Gallia. Qui Ezio riuscì a fermare gli Unni con un aiuto dei Visigoti. L’anno dopo Attila, però, invase l’Italia, assediando Aquileia. Con l’intervento del papa , Attila si convinse a fermarsi, ma l’anno dopo morì e il suo impero si dissolse. È per questo che i cristiani attribuiscono all’intervento di Dio lo scampato pericolo.

Nel 454 Valentiniano III uccise Ezio e l’anno dopo fu ucciso prima del secondo saccheggio di Roma. Dopo la sua morte l’impero non ebbe un imperatore preciso. Si susseguirono molti imperatori che effettivamente non avevano piene autorità ma comandati da generali di origine barbarica. Si può dire che l’ultimo imperatore romano fu Romolo Augustolo, che fu mandato in esilio dal barbaro Odoacre nel 476. Odoacre spedì a Zenone, l’imperatore romano d’occidente le insegne dell’impero romano che non tornarono più indietro. Da tempo infatti si erano creati in tutta Europa nuovi stati indipendenti che col tempo furono definiti “romano-barbarici” o “romano-germanici”.

L’impero d’oriente però non cadde sotto il dominio barbarico poiché era ancora abbastanza solido. Però adottò come lingua ufficiale quella greca poiché era erede della civiltà ellenistica. Il sovrano (detto basiléus) regnava sullo stato in maniera assoluta secondo il principio del cesaropapismo. In poche parole, egli governava l’impero avendo anche dei poteri religiosi, diversamente da com’era prima.

Gli imperatori dell’impero bizantino si consideravano i continuatori dell’autorità imperiale a tutti gli effetti, anche sull’occidente. È per questo che alcuni provarono a riconquistare la vecchia parte occidentale dell’impero e altri si contrastarono con la chiesa i Roma. Comunque questo nuovo impero servì a proteggere per molto l’Europa dalle incursioni dei barbari e più avanti dagli Arabi.

Ci furono più cause della caduta dell’impero romano d’occidente:

  • vi furono le cause economiche e sociali, cioè il calo demografico, lo spopolamento delle campagne, la crisi delle città, l’oppressione burocratica e fiscale incontenibile;
  • cause di tipo militare, come l’aumento di soldati germanici nell’esercito romano;
  • la pressione delle popolazioni barbariche e anche la devastazioni delle invasioni.

L’anno 479 segna l’inizio di una nuova era, il medioevo, che si divide in alto e basso medioevo. La fine di quest’epoca corrisponde o nell’anno della scoperta dell’america, cioè nel 1492, oppure alla caduta dell’impero bizantino, nel 1453. Alcuni intellettuali del Rinascimento definiscono questi anni come anni di declino e arretratezza poiché le popolazioni che si insediarono nell’impero erano più arretrati dei romani; comunque alcuni storici chiamano questo periodo la “tarda antichità”.

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